Chi con l’amore perde la testa e fa follie, cantando una seranata alla bidella o con dichiarazioni d’amore sui muri della scuola, chi invece quando si innamora ritrova se stesso, come il protagonista della storia.

“C’era un innamorato che amava senza speranza.
Si ritirò del tutto nella propria anima e gli parve che il fuoco d’amore l’avrebbe consumato.
Perdette il mondo, non vedeva più il cielo azzurro e il verde bosco, il torrente per lui non frusciava, l’arpa per lui non suonava, tutto era sprofondato e lui era caduto in miseria.
Ma il suo amore cresceva, e lui avrebbe preferito morire e rovinarsi piuttosto che rinunciare al possesso della bella donna che amava.
Sentì allora che il suo amore aveva bruciato in lui ogni altra cosa, e l’amore divenne potente e tirò e tirò, e la bella donna dovette obbedire, venne, e lui era lì a braccia aperte per attirarla a sé.
Era davanti a lui e gli si arrendeva, cielo e bosco e torrente, tutto gli veniva incontro in nuovi colori, fresco e splendido, gli apparteneva, parlava il suo linguaggio.
E con un brivido egli capì che invece di conquistare soltanto una donna aveva tra le braccia il mondo intero, e ogni stella del cielo ardeva in lui nella sua anima.
Aveva amato e amando aveva trovato se stesso.”